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Tre aule per il Villaggio Olimpico dello Scalo di Porta Romana

Il Villaggio Olimpico delle prossime Olimpiadi Invernali è l’occasione per confrontarsi con la riabilitazione di parte della città. Il masterplan riguarda l’intera area dello Scalo e l’impianto mantiene la presenza dei binari, che separano l’area in nord e sud. Il progetto definisce l’area sportiva, con la piscina olimpionica, un palazzetto e lo skatepark. Ad accomunarli è la tipologia costruttiva: un perimetro murario che definisce l’interno dell’aula e che sostiene. Le architetture sono inoltre state sviluppate non solo compositivamente, ma considerandole nella loro interezza.


La piscina, con una direzione longitudinale che prevale sull’altra, richiama inevitabilmente un impianto basilicale. Non è un caso, quindi, se uno dei principali riferimenti è stata la declinazione moderna del tema della basilica, prendendo quindi come riferimento il tempio moderno delle turbine AEG di Berlino progettato nel a nel 1908 da Behrens: un vero e proprio tempio sacro dell’industria. Al tema del tempio moderno, quindi, abbiamo associato la spettacolarità dei lanci dal trampolino e dell’acqua in generale, introducendo il tema del teatro e guardando all’esempio del progetto del Teatro di Udine di Antonio Monestiroli. Di conseguenza, abbiamo quindi cercato di dare una forma che seguisse la natura delle cose, rispettando però le tradizioni alle qualII ci riferivamo. A questi principi, segue poi la volontà di voler segnare costruttivamente la gerarchia delle strutture. Così, un perimetro murario massiccio de nisce la soglia, al cui interno tutte le partizioni e gli arredamenti sono realizzati in materale ligneo. Si succedono così le piante di un organismo progettato in calcestruzzo e laterizi sormontato, in copertura, da una grande distesa di travi reticolari. All’interno, sono ospitate una vasca olimpionica e due vasche dedicata alla disciplina dei tuffi: una esterna ed una interna che sono unite da un unico muro bucato con le piattaforme. Questo perchè abbiamo immaginato di poter portare all’esterno la disciplina dei tuffi d’estate o quando il clima lo permette. La piscina presenta quindi un’aula centrale che, come un navata, è servita da due navate laterali dedicate ai servizi. L’ingresso posto nella parte sud permette quindi agli sportivi di andare direttamente agli spogliatoi e ai visitatori di salire ai piani superiori. Inoltre, sono diverse quelle attività legate al tema dell’acqua. É quindi presente una SPA, suddivisa sui piani dell’edificio ad ovest, che diventa quindi un corpo in parte autonomo dal sistema della piscina e con un ingresso diverso. Questo edificio è a pianta quadrata con un un pozzo centrale che al piano terra ospita la vasca principale.


Il palazzetto, visto dal masterplan, diventa il tramite attraverso il quale l’area dello sport dialoga con quella residenziale. Lo dimostrano i due grandi tagli nel perimetro murario che, non a caso, affacciano sul prospetto della piscina e guardano alle residenze. L’impianto è leggibile in una pianta centrale al cui centro si trova il campo sportivo. A guardarlo, due ordini di gradonate lignee che trasformano il palazzetto come una vera e proria agorà dello sport. Varcata la soglia dell’ingresso, una grande aula è caratterizzata dalla copertura: quattro travi pareti alte 10 metri nelle quali corrono in entrambe le direzioni travi reticolari. Mentre gli spettatori entrano nei due tagli principali, gli sportivi possono accedere dagli ingressi laterali, più riservati, per poi scendere direttamente al piano interrato. Qui, oltre agli spogliatoi, sono stati posti gli spazi dove potersi allenare e i vari spazi burocratici. Esternamente, la copertura sovrasta il perimetro murario, creando un cappello quadrato che de nisce gli angoli dell’impianto. Infine, ci siamo confrontati con una piazza coperta di dimensioni ridotte che abbiamo successivamente destinato come skatepark. Nello specifico, il progetto prevede una successione di 11 coppie di setti, alti 14 metri, con base inferiore 5 metri e base superiore 1,80 metri. Il pilastro, infatti, segue la forma dei carichi che deve supportare, ovvero quello della fune composta dai cavi d’acciaio e da una catenaria in calcestruzzo.La luce della copertura è 25 metri, mentre l’intera copertura è lunga 58 m.

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Ciro Marco Musella e Jennifer Nespoli

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