Archistart

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SANT’ORSOLA, FIRENZE

ATA2018

L’ex monastero di Sant’Orsola, situato nel cuore del centro storico di Firenze, a due passi dal Mercato Centrale e dal Duomo, da troppi anni ormai si trova in condizioni di abbandono disastrose. Si tratta di un enorme vuoto urbano che si è creato in seguito alla dismissione della vecchia Manifattura Tabacchi nel 1945. Negli anni novanta l’edificio ha subito un violento intervento di consolidamento per essere convertito in caserma per la Guardia di Finanza. Il progetto cerca di ridare la vita ad un luogo molto complesso, senza cancellare le tracce, ormai indelebili, delle lacerazioni subite. L’ obiettivo è quello di restituire a Firenze un contenitore in cui nuove idee, storia, tecnologia e artigianato collaborino insieme.


A partire dalla sua fondazione nel 1326 l’edificio ha subito numerose trasformazioni e drastici cambiamenti. L’ultimo imponente intervento realizzato nel complesso di Sant’Orsola negli anni ottanta del novecento ( per adattarne l’uso a caserma per la Guardia di Finanza ) ha intaccato in maniera definitiva il manufatto architettonico, privandolo quasi completamente di ogni identità. L’intervento, con le sue demolizioni, integrazioni ed uso di materiali come il cemento armato, il betoncino armato e le imponenti strutture in acciaio, è diventato esso stesso un vincolo insormontabile, proprio perché legatosi invasivamente alla struttura preesistente. Questi segni indelebili, nonostante il loro abuso e non rispetto del luogo, vengono mantenuti e lasciati bene visibili, perchè divenuti ormai tracce della storia da tramandare e da cui trarre insegnamento. Lo scenario offerto da questo monumento lacerato, ferito e suturato in più occasioni, si presenta quindi apparentemente privo di valore storico-artistico. Tuttavia possiede tematiche profonde su cui lavorare, che per quanto frammentarie e disorganiche, forniscono dei fondamentali punti di partenza per la progettazione.


La proposta è andata alla ricerca di un metodo progettuale che potesse esaltare la bellezza e la complessità di questo luogo, ormai divenuto negli anni un rudere, una “rovina messa in sicurezza”, una stratificazione dell’esistenza, un luogo che è stato mille luoghi, dove memorie ed immagini passate si sono congelate e sovrapposte l’una con l’altra, fino a giungere a noi come una videocassetta sovra-scritta più e più volte. Come l’arte e la poesia, Sant’Orsola permette ai suoi visitatori di interrogarsi sulla vita e sulla memoria del passato, toccando così le corde profonde delle nostre esistenze. È questo aspetto unico e meraviglioso dell’edificio che il progetto cerca di mantenere intatto. I principali obiettivi del progetto si possono così riassumere: 1_Ricucire un tessuto stratificato e violato dagli interventi subiti. 2_Evocare con quest’operazione l’unitarietà di un luogo che la storia ha reso frammentario (senza tuttavia cancellarne completamente le tracce). 3_Creare dei punti di riferimento visivi per orientare il visitatore, altrimenti sperso nella complessità dei luoghi. 4_ Dare nuova vita ad un enorme vuoto urbano, ormai da anni abbandonato, e riconsegnarlo alla comunità come luogo di lavoro, di apprendimento e di studio, dove la condivisione diventi il legante principale di ciascuna attività.



The Board:
SANT’ORSOLA, FIRENZE Board
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