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Requalification of Modern Architecture: Ligini’s Towers as a New Urban Hub

ATA2021

In troppe architetture contemporanee è mancata una visione di insieme che potesse arricchire il contesto cittadino, e gli edifici sono cresciuti come masse puntiformi senza definire concretamente l’intorno, inserendosi in un deserto urbano dove il cittadino e la Città sono stati ridotti a cornici di un contenuto che le ha erose dall’interno.
Il Progetto delle Torri è esteso e muove enormi interessi economici, ma ripone la sua forza nel cuore dell’intervento, lo Spazio Pubblico, valorizzato attraverso interventi urbani tesi a migliorare la qualità del tessuto esistente e della vita dei cittadini del quartiere. Lo Studio di Fattibilità lo inserisce nel “mondo del reale”, fatto di attori diversi e di compromessi con i quali confrontarsi.


Le Torri sono un fondale importante per chi entra a Roma dalla via Imperiale. Con il loro sviluppo verticale costituiscono, insieme al palazzo delle Poste dall’altro lato della Cristoforo Colombo, “la Porta di Roma” per chi proviene da Sud. Cadute in disuso alla fine degli anni ‘80, ad oggi le Torri hanno preso il nome di “Beirut dell’Eur” e solo la loro imponente struttura in cemento armato si riflette dalla sponda nord-est sulle acque del Laghetto. L’Eur è un quartiere monumentale, con una forte presenza di edifici direzionali, circondato da una periferia che lamenta carenza di servizi e di spazi pubblici attrezzati, ricco di aree degradate o in abbandono.


Progettare qui significa inserirsi in un tessuto complesso e ricco di storia: l’Eur è un quartiere nato isolato e rimasto tale anche, e soprattutto, a seguito degli interventi di espansione incontrollata degli anni ‘80. Attraverso i dati, i sopralluoghi, le analisi urbane, del verde, funzionali, abbiamo compreso che il progetto avrebbe dovuto espandere la propria influenza su tutto il contesto, garantendo una “mixité” funzionale e sociale in grado di riattivare una vasta area penalizzata dalle espansioni della città moderna. La vicinanza al Laghetto è una ricchezza inestimabile, e il progetto è stato da noi sempre considerato parte integrante del parco, inserendo il sistema anche in una dimensione paesaggistica di grande pregio. Il vuoto interrato, al di sotto degli edifici, ci ha portato a ragionare su un volume basamentale in grado di valorizzare le volumetrie esistenti e di rifornire l’area di servizi destinati anche ai cittadini delle zone limitrofe al quartiere. Il complesso diventa quindi una “città dentro la città”: uffici, appartamenti, uno studentato, laboratori, una vasta area culturale, servizi commerciali e di ristorazione, un centro sportivo, un mercato di quartiere, parcheggi per mezzi motorizzati e non, si affacciano sugli spazi pubblici del complesso. I volumi puri degli edifici, attraverso le semplici geometrie delle facciate, riprendono in chiave contemporanea le architetture iconiche del quartiere.



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Augusto d'Aquino, Filippo d'Aquino

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