Archistart

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Trabocchetto

SCC2018

Un trabucco che libera o imprigiona il sole, la cui struttura in legno non sostiene grandi reti da pesca che si levano su specchi d’acqua ma teli per la raccolta delle olive a schermo e protezione della sosta degli abitanti di San Cataldo.
Il nostro Trabocchetto si trova tra la “citta” e la spiaggia: la struttura di legno si ancora al muretto cemento, ultimo elemento urbano, e si protende verso il mare, con la sua ombra disegna un grande area che si estende a cavallo tra il cemento della strada e la sabbia della spiaggia. Si genera così un livello intermedio, una terrazza di legno che fa da mediazione materica e funzionale, amplificando lo spazio pubblico e garantendo l’accesso alla spiaggia.


I materiali, la composizione e il posizionamento di questa macchina dell'ombra, richiamano alle tradizioni agricole e alieutiche della Puglia. La caratteristica principale della cultura della pesca è il mancato possesso del mezzo di produzione. Il mare non può essere comprato, lottizzato, venduto, parcellizzato. Sul mare si può esercitare esclusivamente il diritto d'uso, ed il diritto d'uso dei luoghi di pesca si acquisisce solo attraverso la pratica. Così lo spazio pubblico della città, si arricchisce della vita e dell'uso di tutti ma non appartiene a nessuno.


La struttura è composta da murali e tavole in larice con una sezione variabile. Il larice è un legno della famiglia delle conifere, come il pino e l’abete, con un’ottima resistenza all’acqua. Si tratta di un legno da carpenteria ambrato e venato, non particolarmente pregiato e di facile reperibilità. La schermatura al sole è ottenuta mediante il fissaggio di 5 teli per la raccolta delle ulive sagomati e occhiellati. I due pilastri si ancorano al muretto mediante 4 piastre di acciaio. Le “antenne”, bullonate ai pilastri in un solo punto, vengono cosparse di occhielli che permettono l'ancoraggio dei cavi che le sostengono e delle reti.



The Board:
Trabocchetto Board
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