Archistart

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SPAZIO SACRO E ARCHITETTURA: FORMA, LUCE, STRUTTURA

ATA2018

La tesi riguarda il tema del rapporto tra architettura sacra e città contemporanea privilegiando un’idea del progetto non monumentale ma tettonica e stereometrica, in cui il costruito risolve i problemi urbani di raccordo tra le quote della città e si propone la creazione di un sistema di luoghi collettivi, mentre l’aula, a cui si accede attraverso uno spazio basamentale scuro, diviene un luogo disegnato dalla luce. Di particolare rilevanza è il lavoro compiuto sulla copertura della chiesa, articolato sulla relazione tra struttura e forma, pensata come una scatola leggera, in acciaio, che si si inserisce entro una più pesante in calcestruzzo, mediante una complessa geometria che consente di realizzare una luce mutevole.


Il progetto riguarda un sistema di luoghi collettivi che ruotano intorno ad una nuova chiesa per la comunità di Bagnoli. L’area di intervento comprende un lotto al vertice di via Ascanio e piazza Seneca ad esso adiacente. Il contesto densamente costruito ed un salto di quota di 4,50 m hanno suggerito l’utilizzo di un basamento per relazionare la piazza ed il lotto ottenendo un’architettura più intima che si svolgesse tutta al suo interno. Questo tema ha permesso di progettare uno spazio che avesse un sopra ed un sotto ipogeo. La parte superiore del basamento si configura come una seconda piazza alter ego di piazza Seneca collegata agli ambienti sottostanti oltre che fisicamente con due scale, anche con vari scavi attraverso cui la luce è convogliata. Un grande taglio e l’alto campanile che ruota su se stesso come un foglio, invitano ad entrare al di sotto del basamento caratterizzato da una stessa pavimentazione che unisce spazi interni ed esterni, spazi coperti e spazi aperti in un unicum. La piazza verde (Seneca), quella di pietra (la parte superiore al basamento) e gli ambienti ipogei, diventano così luoghi ad uso pubblico e sociale in cui poter stare. La chiesa è un volume cubico bianco e senza bucature incassato nel basamento. La pianta quadrata ha suggerito un impianto centrale con la mensa come baricentro geometrico e liturgico. I poli sono allineati lungo l’asse fonte - mensa - ambone a ricordare il percorso di vita del cristiano Battesimo - Eucarestia - Resurrezione.


Alla scatola di calcestruzzo se ne contrappone una di acciaio al suo interno la quale diventa l’elemento che dà qualità allo spazio. Le sue aste seguono il diagramma di Voronoi che permette di avere effetti di luce continuamente differenti durante l’arco della giornata e delle stagioni. La complessa geometria e la luce mutevole contribuiscono a dare al fedele un effetto sorpresa rispetto all’immagine muta che si ha dall’esterno. Gli interspazi tra le due scatole segnano i percorsi perimetrali dell’impianto: in due di essi si trova una selva d’aste che sostengono il cubo interno, le quali conferiscono una certa drammaticità allo spazio percorso; nei due ortogonali ai precedenti invece non ci sono aste per cui guardando verso l’alto (ancor di più intorno alle ore 12) si ha la sensazione che questo cubo complesso sia sospeso. Nei mesi invernali la luce non arriva a terra e fluisce lungo le pareti del cubo esterno in calcestruzzo facciavista favorendo un clima meditativo. Nei mesi estivi invece invade lo spazio creando dei continui giochi di luce ed ombra con l’arredo. La distanza della scatola interna da terra è di 2,10 m. Questo comporta per chi entra nella chiesa, la sensazione di una compressione dello spazio che muta completamente nell’andare verso le panche con un’improvvisa dilatazione fino ad un’altezza di circa 16 m. Il dimensionamento della scatola interna è stato fatto col criterio dell'ottimizzazione strutturale che permette di minimizzare il suo peso.



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