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SAN JERONIMO NAVES’ REGENERATION | Using the Past for a better Future

ATA2018

L’area si trova a San Jeronimo, alla periferia di Siviglia. In essa due edifici di notevole importanza storica e simbolica: le due antiche Naves, “edifici a navata”, utilizzati un tempo per la riparazione di treni, di ca 4000mq e appartenenti a un più ampio complesso industriale dei primi anni del ‘900, oggi demolito. L’area, di 40000mq, è situata accanto al fiume Guadalquivir, elemento chiave per la rigenerazione di tale grande vuoto urbano. Intervenire sull’area significa dare nuova vita agli edifici e servizi e spazi collettivi ai cittadini, ora assenti. L’intera idea progettuale si basa sul Documento di Madrid, relativo ai “Criteri di Conservazione del Patrimonio Architettonico del XX secolo”, sviluppato nel 2011 dai membri dell’ISC20C.


A seguito di ricerche su documentazione storica e piani urbanistici, analisi sullo stato di conservazione delle Naves, studi sui quartieri limitrofi e interviste ai locali (Fase 1 del citato Documento di Madrid), ha inizio il progetto. Dal punto di vista urbanistico si prevede, tra le altre cose, l’interruzione della strada carrabile tra l’area di intervento e il lungofiume, una striscia di asfalto irrilevante per la mobilità carrabile della città, ma al contrario fortemente impattante su quella pedonale; l’inserimento di zone 30 e attraversamenti pedonali rialzati; il prolungamento del servizio di Bike Sharing SEVICII; nuova illuminazione pubblica. Le superfici di progetto sono vasche verdi, raingardens, lunix, ghiaia stabilizzata, cls e asfalto drenanti: un polmone verde per la città. Le Naves sono recuperate, sostituendo la copertura in eternit col fotovoltaico, colorando le capriate metalliche di rosso, ripulendo le facciate dai murales e sgomberando lo spazio interno da macerie, rifiuti e tramezzi deteriorati. Al centro di ogni scelta progettuale, le Naves diventano un contenitore perfetto per accogliere nuove funzioni, privo di separazioni interne, per permettere la comprensione della configurazione spaziale originaria. Nella navata maggiore si ubica un Incubatore di Imprese, con uffici modulari da 20, 35 o 50mq; zone comuni, quali aule di formazione, sale polivalenti per coworking, sala eventi; reception; amministrazione e studi per consulenze legali e amministrative.


Nella Nave minore un Centro Pubblico Polifunzionale, composto da volumi isolati: ogni scatola crea uno spazio interno, ambiente più raccolto, ma allo stesso tempo aperto allo spazio comune da grandi aperture per aria e luce. Lo spazio interno alle Naves diventa così un quartiere nel quartiere, dove i volumi rappresentano case e lo spazio risultante tra di esse diventa piazze e percorsi. L’ambiente comune non è inutile, anzi è a sua volta spazio dove inserire funzioni e svolgere attività all’“aperto”. Ogni volume ospita una o più funzioni: infopoint e amministrazione, sportelli di consulenze legali, biblioteca, ristorante-caffetteria, ludoteca, emeroteca, aule per corsi. Accanto alle Naves, un basso volume adibito a spazio museale, con copertura a tetto giardino inclinata in modo da raccordare le Naves alla naturale pendenza del lungofiume sino all’acqua. In più, Orti Urbani; un Mercato a KM 0; una Pensilina Multifunzionale, che diventa un ombreggiato percorso pedonale ospitante piccoli volumi polivalenti; palestra all’aperto e giochi per bambini: nasce così uno spazio per tutti (Fase 2). Il tutto senza tralasciare le tematiche di sostenibilità ambientale: PV vetro-vetro, effetto camino naturale combinato al vento, finestre fotovoltaiche, tetto giardino idroponico, giardino verticale, lampioni fotovoltaici, xlam (Fase 3). Il museo ospita mostre temporanee di artisti locali emergenti e permanenti sulla storia delle Naves, per spiegare il passato di tale edificio unico (Fase 4).



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