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Piacenza: education and production in the areas of ex Consorzio Agrario and ex Piano Caricatore

ATA2018

Il lavoro di tesi Piacenza: istruzione e produzione nelle aree ex Consorzio Agrario e ex Piano Caricatore ha preso l’avvio da una ricerca condotta sul sistema delle caserme dismesse della città di Piacenza. Inizialmente abbiamo affrontato lo studio storico, tipologico e funzionale dei diversi comparti militari, approfondendo in seguito il tema degli edifici industriali dismessi appartenenti ad una delle caserme ( Piano Caricatore) e al Consorzio Agrario, riprendendo così la tradizione della produzione agricola piacentina.


L’area è situata a ridosso dell’antica cerchia dei bastioni lungo la via Emilia che conduce a Parma, ed è il risultato di un continuo aggregarsi di edifici e magazzini, in particolare per quanto riguarda il Consorzio Agrario, ancora in parte funzionante ed integrato quindi alle nuove destinazioni d’uso previste dal progetto. Nell’insieme si tratta di un’architettura in ferro, mattone e calcestruzzo che tra metà ottocento e primi decenni del novecento ha costruito le nuove funzioni della moderna industrializzazione, caratterizzata da tipologie originali e da un disegno architettonico ben definito ad identificare i luoghi della produzione e degli scambi. Il comparto comprende la stazione ferroviaria, il Deposito Locomotori SIFT realizzato dall’architetto Pietro Berzolla (1930-31), il Magazzino Militare (1870) e il Piano Caricatore Militare, l’ex Mercato ortofrutticolo (1930), e l’ex Consorzio Agrario (1900). L’area, data la sua precedente funzione produttiva, risulta allacciata al sistema ferroviario e dispone inoltre di un proprio collegamento interno che connette con binari l’ex area militare del Piano Caricatore ad altri comparti dislocati nel territorio piacentino. Il progetto si estende su una superficie di 25 ettari sulla quale si distribuiscono edifici esistenti di cui sono stati mantenuti quelli di maggior pregio, aggiungendo nuovi elementi progettati per risolvere le criticità dell’area, creando un polo tecnico, agrario, tecnologico che conferisce a Piacenza un ruolo.


Inoltre questo centro di ricerca riunisce in un’unica area le funzioni universitarie del Politecnico di Piacenza e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Secondo caposaldo del progetto è l’obiettivo di potenziare l’offerta formativa delle due università presenti in città. Piacenza tra l’altro, ha conosciuto un generale aumento quasi costante del numero di studenti iscritti nelle sue diverse facoltà. Dal punto di vista progettuale, l’intervento segue una linea di conservazione, ripristino e messa in valore delle forme architettoniche originarie riconvertendo l’interno alle nuove funzioni. In definitiva l’intervento proposto si applica a una grande area dismessa che costituisce un vuoto nel tessuto urbano della città. Inoltre la sua posizione risulta strategica perché si estende a partire da uno dei nodi che in passato era porta di ingresso alla città, sulla via che conduce verso Parma, e dall’altra parte è costeggiata dalla ferrovia; il progetto ricuce la cesura costituita dai binari inutilizzati e dagli edifici industriali, configurando una proposta interessante a livello urbano e di rilievo interurbano, allacciandosi al sistema infrastrutturale esistente.



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Piacenza: education and production in the areas of ex Consorzio Agrario and ex Piano Caricatore Board

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