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l’isola che c’é

ATA2017

” Da questo Lungomare l’orizzonte di Taranto è veramente fatto per piacere degli occhi […] lo spettacolo che vi produce il mare varia continua- mente. Ai primi bagliori dell’alba, la superficie dell’acqua si rischiara di colori argentei sì delicati, da sfidare la tavolozza d’un pittore; a mezzogiorno, lo sguardo può appena fermarvisi, tanto sono intensi l’azzurro e la luce solare che lo colpisce; la sera, quando il sole sta per nascondersi nell’incendio del tramonto dietro le montagne della Basilicata, il mare sembra trasportare onde dorate; giunta la notte, esso brilla argenteo ai raggi lunari o tremola di mille stelle scintillanti nel firmamento. “


Durante tutto il ventunesimo secolo l’Isola della Città Vecchia è sempre rimasta estranea ai processi di sviluppo avvenuti nella Città di Taranto. Tuttavia, entrando in Città Vecchia, accade qualcosa che lascia basiti: attraversando quei vicoli, percorrendo quelle piazze, sporgendosi alla ricerca del mare, ci si rende conto che c'è un’Isola fatta di gesti, di rumori, di musica, di parole, di sapori, di profumi, di colori. É l’Isola di duemila abitanti che hanno scelto di non abbandonare la loro casa oppure di farvi ritorno dopo tanti anni. C’è una vera a propria “città nella città” che non si può e non si deve tralasciare quando si cerca di comprendere una realtà così complessa come quella di Taranto Vecchia. Per questo la ricerca e lo sviluppo progettuale della tesi si basano sulla memoria e sull’esperienza di alcune tra queste persone, che abbiamo deciso di ascoltare attraverso il metodo dell'intervista libera. A raccontare sono loro; rigattieri, attori, artigiani, maestri d’ascia, consiglieri comunali, attivisti, drogati, studenti universitari, pescatori, ristoratori, restauratori, confratelli dell’Addolorata... Successivamente alla stesura e catalogazione di ogni singola intervista si è compreso come ciascuna di esse fosse collegata alle altre da un denominatore comune: la rivelazione inconscia di più svariati sentimenti. Sentimenti che legano indissolubilmente queste persone alla Città Vecchia.


Per poter sviluppare una strategia il più efficace possibile è stato necessario centralizzarla sulle interviste raccolte e svolgere due lavori di catalogazione: il primo prendeva in considerazione tutti i sentimenti scaturiti nel corso delle interviste, il secondo tutti i luoghi. Attraverso la rilettura delle interviste si sono individuati molteplici sentimenti, ma otto tra questi sono emersi in maniera dirompente: agape, dignità, empatia, gioia, meraviglia, pace, soavità e speranza. Questa rilettura ha permesso di intersecare i sentimenti con i luoghi, identificando così quattordici differenti categorie: interno urbano, crollo, dispositivo per raccolta rifiuti, edificio di culto religioso, fragilità, ipogeo, istituto scolastico pubblico, lungomare, luogo di rilevanza storica, mare, molo, palazzo nobiliare, passetto e postierla. In un primo diagramma si è quindi illustrato quale sentimento legasse le persone alla loro Isola. Parallelamente, per ogni categoria sono stati individuati e mappati gli elementi oggetto delle interviste, evidenziando sia quelli dagli aspetti positivi che quelli dagli aspetti negativi. L’operazione finale è stata l’intersezione del sentimento all’elemento mappato. Il risultato di tutte le assegnazioni ha portato alla selezione di otto categorie sulle quali lavorare ed intervenire nel corso della tesi.



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EnneJey

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