Archistart

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La Costruzione Logica Del Paesaggio Agrario

ATA2020

Alla base di questo progetto di tesi vi è la volontà di far conoscere alcuni aspetti, caratteri e concetti appartenenti a luoghi che nel corso degli anni hanno subito non solo numerosi mutamenti, ma anche un repentino abbandono, sia dal punto di vista demografico che architettonico.
L’enorme varietà di paesaggi che ci offre il nostro territorio consente allo sguardo attento e curioso alla conoscenza di ritrovare, anche in aree di pochi chilometri quadrati, una ricchezza di ricordi del tempo passato e soprattutto di percepire come ci sia sempre un legame strettissimo tra lo spazio abitativo costruito e il paesaggio agrario che lo circonda.
Agricoltura e Architettura sono equiparabili, poiché appartengono alla categoria delle azioni umane.


Nell’ambito di questo elaborato il progetto non è stato configurato come un prodotto ma come uno strumento metodico che ha come scopo quello di dare un metodo progettuale. L’atteggiamento razionalista che guida la scelta metodologica pone in primo piano l’importanza del metodo scientifico e della logica in stretta relazione col fare artistico, e dunque architettonico, come momento della conoscenza. Giorgio Grassi vuole dimostrare che il mondo dell’architettura è basato su una struttura di conoscenze fondate sull’esperienza empirica e che il modo più sicuro per governare queste conoscenze è la ragione. Grassi sottolinea infatti, che questo atteggiamento, il conoscere attraverso la propria esperienza, fa parte della condizione umana, ma non implica necessariamente una posizione soggettivista. La costruzione logica dell’architettura si può leggere come un percorso educativo, in cui il metodo razionale si costruisce in prima persona, affrontando temi programmatici, centrali nei libri di Grassi, come forma, significato, espressione e linguaggio in quel particolare ambito della conoscenza che è il progetto dell’architettura. La ricerca architettonica della nostra tesi che indaga la relazione tra costruito ed agricoltura non può che seguire una metodologia razionale di analisi degli elementi, attraverso tre operazioni: il riconoscimento, il risanamento e lo sviluppo. Ri-conoscere gli elementi della costruzione logica: edifici e vegetazione, ma soprattutto le relazioni tra loro.


Ri-sanare i sistemi nella loro entità; la logica della costruzione mira a completare ed usa gli elementi stessi. Nella costruzione dello “sviluppo” i sistemi crescono utilizzando elementi esistenti e nuovi. La costruzione è logica, non creativa. La ricerca condotta ha indagato quelle questioni che pur locali tendono purtroppo a non appartenere al pensiero architettonico di una società sempre più globalizzata, affascinata invece dall’architettura da rivista. Il carattere archetipico delle costruzioni rurali è un carattere essenziale, di estrema parsimonia degli spazi, Le regole aggregative dell’architettura rurale sono estremamente essenziali e riconducibili alla combinazione lineare di pochi schemi, che però danno luogo ad un numero quasi infinito di varianti, la cui logica è l’adeguamento alla specificità del luogo e del contesto. Gli elementi componenti di questa aggregazione non sono soltanto spazi abitativi, ma anche i recinti, i porticati ed i fabbricati accessori; ciascuno di questi elementi si rapporta agli altri a formare un sistema che appartiene all’uomo, al luogo e alla campagna. Dall’architettura rurale si impara ad osservare ed apprezzare momenti quotidiani come notare la direzione del vento, l’ombra degli alberi o i filari di un vigneto. Tali valori devono essere messi al centro sia del recupero sia della modificazione dei paesaggi costruiti dello spazio rurale, costituendo un indispensabile riferimento per il nuovo costruito e per i nuovi architetti.



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