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Kumari, la rinascita della cultura, nuova scuola Khaniyakharka, Nepal

ATA2018

Il progetto nasce dalla collaborazione con l’associazione PASSOdopoPASSO e grazie al villaggio, da me vissuto in Nepal, nel quale abbiamo potuto toccare con mano gli usi e i costumi e quindi anche le necessità di una terra così bella, ma anche così povera. L’associazione, ha ampliato il suo campo d’azione aprendo un nuovo percorso a favore del Nepal, impegnandosi con una raccolta fondi per portare sostegno e incentivo per la scolarizzazione dei bambini della “Khaniyakharka School”, anch’essa crollata durante il sisma. Durante in viaggio ho potuto notare che la situazione in Nepal era ancora drammatica. Molte persone avevano smantellato le proprie case danneggiate e, con il materiale recuperato hanno ricostruito alloggi provvisori.


Il luogo del progetto è un’altura posta a 1.500 m s.l.m., centro del villaggio di Kumari, situata nel distretto di Nuwakot, a 50 km a nord-ovest di Kathmandu; questo posto impervio, raggiungibile solo con mezzi fuoristrada o a piedi, è importante in quanto baricentrico rispetto ad una serie di gruppi di case che costituiscono il villaggio. Il Mandala è la base del nuovo edificio che, con il suo rigore geometrico, delimita lo spazio naturale secondo regole precise nel caos dello stato preesistente. Esso è il principio ordinatore della nuova scuola; planimetricamente è un rettangolo, formato esattamente da un quadrato (il mandala) più un suo mezzo. Il rettangolo deriva dal fatto che l’edificio si adegua al terreno in cui viene costruito, seguendone l’orografia e adagiandosi sopra; questo blocco compatto, fabbricato in pietra locale, ricostruisce la collina e la completa. Definite così le sue linee esterne, per realizzare lo spazio pubblico interno si è ricorsi al principio della sottrazione. Le due corti, quella aperta, nel cui centro vi è l’albero sacro, quella chiusa, dove si trova la biblioteca e la “fontana” che da raccolta d’acqua diventa sala di lettura; i percorsi esterni che raggiungono la collina, tagliano l’edificio delimitandone le varie zone e le corti stesse. Le piste che raggiungono l’edificio, raccogliendo le persone dei vari villaggi, portano verso il centro, in questo caso conducono alle due piazze, centri rituali e aggregativi per la comunità.


L’importanza di questo edificio è, a mio avviso, data anche dal fatto che parte di esso risulta a disposizione dei villaggi sparsi nella zona, questo edificio diventerà centro di cultura, di socialità, di controllo sanitario e luogo di raduno durante le loro festività. Intorno alla corte a nord si trovano delle funzioni più pubbliche, mentre in quella coperta riscontriamo funzioni prettamente scolastiche. Verso sud troviamo dieci aule, disposte su due piani di cui uno seminterrato. Le cinque aule come i cinque sono gli elementi primari ovvero terra, aria, acqua, fuoco e spazio che equivalgono ai cinque colori, sistemati da sinistra a destra in uno specifico ordine: terra-giallo, acqua-verde, fuoco-rosso, aria-bianco e spazio-blu. La parete di ingresso alle aule avrà un colore corrispondente ai vari elementi primari. La piazza coperta, vero fulcro di tutto il complesso, ruota intorno alla fontana rituale, posta in posizione centrale, che diventa la sala di lettura, ed è contornata su tutti i lati dagli scaffali della biblioteca. Il loggiato in legno intorno alle corti è una rielaborazione delle tradizioni costruttive newari, per quanto riguarda le finiture a terra: all’esterno, al fine di accentuare la massività del complesso architettonico verrà utilizzata la stessa pietra impiegata nella realizzazione delle murature; negli interni invece la terra cruda, come da tradizione, facile da reperire. L'edificio diventa montagna e costruisce la parte sommiate del terrazzamento.



The Board:
Kumari, la rinascita della cultura, nuova scuola Khaniyakharka, Nepal Board
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