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IL MUSEO DEL COLOSSEO NELL’ AREA DI VILLA SILVESTRI/RIVALDI – ROMA

ATA2021

Nel 2006 la Sovrintendenza ai Beni Culturali del comune di Roma, ha ricevuto l’ incarico di redigere un piano di fattibilità per il recupero di Villa Silvestri/Rivaldi per il suo utilizzo a fini museali. Nell’ agosto 2020 il Mibact ha stanziato 35 milioni di euro da impiegare a tale scopo. Il progetto intende porsi come contributo agli studi fino a questo momento affrontati sul tema e ha come obiettivo principale quello di avanzare una proposta per la musealizzazione dell’ area attraverso un’ ipotesi critica che tiene conto, tanto della storia del manufatto e del luogo ove è inserito, quanto delle attuali esigenze richieste dalla nuova destinazione d’ uso.


Nel pieno centro di Roma, percorrendo la strada che da Piazza Venezia raggiunge il Colosseo, in pochi sanno che dietro le alte mura di contenimento del terreno, proprio sotto il monumento romano, si cela una delle ville rinascimentali più importanti della capitale. Testimone nei secoli delle più blasonate vicende storiche, ha visto alternarsi tra le proprie mura importanti protagonisti della vita politica e aristocratica della città, offrendosi a svariati artisti e architetti come importante vetrina sulla scena della grande committenza romana. Ciò fu possibile soprattutto grazie alla posizione di assoluto privilegio di cui la villa e i suoi giardini godevano, offerta dalle alture della collina Velia: un’area di grande valenza storica, simbolica e paesaggistica che poneva la villa in stretta relazione con il Colosseo, la Basilica di Costantino ed il foro romano. Una ferita difficilmente rimarginabile fu inferta al complesso in epoca fascista con la realizzazione della attuale via dei Fori Imperiali, che tra il 1931 e 1932 comportò lo sbancamento quasi completo della collina, oltre alla distruzione di numerose vestigia romane, rompendo di netto la stretta relazione che correva tra la villa ed il suo immediato contesto. Le operazioni per la costruzione della nuova strada, ci consegnano oggi un’ area di progetto che vede inserita una terrazza belvedere ed una fascia di pertinenza posta a divisione tra il nuovo intervento pubblico e la proprietà privata.


Il progetto vede l’ inserimento di un nuovo volume che si attesta sulla terrazza belvedere Cederna grazie ad un sistema di allineamenti esistente, producendo l‘ avanzamento dell’ intero complesso verso il fronte e reclamando così l’ appartenenza al luogo di tutto il sistema dalla quale questo nuovo oggetto scaturisce. Lo spazio pubblico diventa l’ elemento di partenza sulla quale si definisce il pensiero architettonico. Qui il nuovo edificio si presenta alla città come un oggetto estremamente semplice, quasi astratto, che ricerca il modo di relazionarsi con i caratteri del luogo ove è inserito attraverso l’ uso dell’ elemento sperone, che accostato più volte lungo la direzione della terrazza, intende sottolineare la volontà di ridurre l’ edificio alla propria struttura, rinunciando a qualsiasi espediente espressivo. La pianta dell' edificio viene scandita da questi fogli "strutturali" che dividono il programma e definiscono la logica interna dell' edificio. Ampi lucernari rivisitano l' elemento cassettone largamente utilizzato all' interno della villa, catturano la luce e la accompagnano morbida fin dentro le gallerie. L' edificio lavora continuamente con la memoria del visitatore attraverso una serie di frammenti che messi assieme sono capaci di costruire un dialogo costante con la villa, depositandosi sul confine sottile tra la specificità del luogo ove è inserito e la volontà di affermarsi come autonomo, dicotomia ricorrente e alla base di ogni singola scelta progettuale.



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