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COMMON GROUND. PROGETTO PER UN POLO MULTI RELIGIOSO

ATA2019

Si è cercato di concepire un luogo che possa permettere alle persone di interagire, conoscersi e abbattere i confini culturali e religiosi pur mantenendo viva la propria identità. Il polo multi religioso è stato sviluppato in un’ottica generale tale che possa essere inserito in ogni parte del mondo, che non sia legato ad un luogo specifico ma che si prefiguri come un’architettura mutevole nella forma e nei colori al fine di integrarsi nelle varie realtà territoriali; un progetto che accomuni i vari stili, come entità unica e riconosciuta iconograficamente da ogni appartenente alle tre religioni, e capace di creare dialogo tra le persone agevolandone gli scambi culturali.


Il principio è quello di costituire un quartiere con tre poli religiosi distinti ed autonomi ma in contatto tra loro dove la piazza ed il polo culturale facciano da zone di scambio interculturale. Sulla base dei principi stabiliti per il progetto Common Ground, cioè la realizzazione di un’entità architettonica concepita come luogo di culto e di scambio sociale, è stato elaborato un progetto che anche dal punto di vista simbolico riuscisse a creare strette connessioni. La struttura all’esterno si presenta con una facciata movimentata nelle forme e nei colori. Il materiale utilizzato è il cemento pigmentato su cui sono impresse delle parole cardine e comuni a tutte e tre le fedi. Tali parole si ritrovano alla base, con senso compiuto e leggibili e all'aumentare dell'altezza, le lettere delle parole si suddividono e si mescolano tra loro andando a creare la “pelle” all'edificio creando una lingua universale. Altra caratteristica di Common Ground è la presenza di una “torre” unica con uno sviluppo in alzato molto maggiore rispetto alla base, a voler richiamare l'immagine di un faro, di una guida verso la rettitudine. E' stata ipotizzata un'unica torre che identificasse contemporaneamente il campanile per i cristiani, il minareto per i mussulmani e i pinnacoli per gli ebrei, come ulteriore simbolo di unione e condivisione.


Dal raccoglimento dei quattro volumi è stata ricavata la piazza, cuore pulsante del progetto, concepita come spazio condiviso da tutti, di aggregazione sociale e culturale, non esclusiva ai fedeli ma a disposizione di tutto il quartiere. Si è pensato infatti ad uno spazio che potesse identificarsi simbolicamente come luogo capace di abbattere i confini culturali e le paure di ciò che è considerato diverso. Ha una forma irregolare e accoglie il fruitore mediante un ingresso a imbuto che lo proietta subito all'interno del giardino alberato arricchito da panche e dalla grande fontana centrale, fulcro dei tre ingressi ai luoghi sacri ed elemento imprescindibile per le tre religioni. La malleabilità del cemento con le nuove tecniche di pigmentazione che permettono di cambiarne il colore, si rivela una soluzione altamente idonea per la progettazione ed ideazione del complesso multi religioso in ogni luogo. Infatti la geometria frattale permette in pianta di avere assoluta libertà sulla disposizione delle aule di culto senza alterare minimamente gli interni e le superfici mentre sulle facciate esterne è possibile modificarne il colore in funzione della zona in cui può essere inserita la struttura così è possibile legare l'immobile con il costruito circostante così da renderlo perfettamente integrato con le città pur mantenendo inalterato il suo significato simbolico.



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Nicola Setti

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